Quell’altro odio

Scendo dall’odio per strappare ciò che rimane di occhi spenti,
Qualche gufo distratto
Insegnami a volare e a farmi raccogliere le emozioni del vento.
Chi ha vinto?
Si combatte in due solo per necessità, quando i nemici arrivano da più parti,
quando non si riconosce il pericolo reale da quello presunto.
Non inganna più l’ombra che si maschera dal sogno uscito dal sonno, liberato dalle illusioni.
Arrivabile,
comprensibile,
toccabile,
desiderio prima solo mio, poi autonomo,
poi coscienza di sé.
Si combatte in due in apparente lealtà,
pronti a prevaricare l’altro quando quando tutto sembra fatto.
Non ha senso aver combattuto insieme se l’ego è diventato egoismo,
se il bisogno di prendere tutto ha permesso all’inganno di essere vivo e di uccidere ci è rimasto accanto.
E non sarà vera vittoria quando si guarderà al tramonto dall’alto e da lontano.
E non sarà vera vittoria ogni volta che si tirerà su l’altro.
Rimane quel sogno sfuggito ai nemici e agli inganni,
ormai vivo per sé,
che fuggirà per conservare il sorriso che l’ha generato,
per esser lontano dall’ingordigia che potrebbe annientarlo.
E si perderà tutto quando resterà solo un piccolo nome chiuso in un libro.
Chi ha vinto?

